Si è svolto questo week-end a Baveno il terzo work in progress dedicato al tema dei nodi dal titolo “il nodo, occorre farlo!”: un imperativo lacaniano?

Sono intervenuti psicoanalisti provenienti da vari Forum europei, tra cui M. Bousseyroux, M.T.Maiocchi, B. Nominé e M. Strauss.

I lavori presentati hanno permesso di fare risaltare l’importanza degli ultimi anni di insegnamento di Lacan dedicati all’uso clinico dei nodi borromei. Questi studi si fondano su una logica dinamica dei nodi più che su una logica di struttura. L’avanzamento teorico compiuto da Lacan ha permesso di accedere anche a un al di là della concezione legata alle strutture cliniche di nevrosi, psicosi e perversione che si basano sugli effetti della nominazione simbolica il cui paradigma è il Nome-del-Padre.
Il nodo Borromeo è considerato da Lacan il nodo tipo e l’utilizzazione del nodo ha lo scopo ” di illustrare la triplicità che risulta da una consistenza che è dotata solo dell’immaginario, da un buco fondamentale che è relativo al simbolico e da una ex-sistenza che appartiene al reale, che ne costituisce anzi il carattere fondamentale” (Il Seminario, Libro XXIII, Il sinthomo, 1975-1976, 9 dicembre 1975).

E’ una geometria non facile da immaginare, quella del nodo, che parte da tre anelli, una triplicità infatti, ma che si completa, si corregge, si ripara, si appoggia con un quarto termine, il sinthomo.