Spazio RIP: Psicoanalisi e istituzione

Lo psicoanalista in Università e nei Servizi di Salute Mentale, è davvero una “mission  impossible” nel terzo millennio? Discorso dell’Universitario e discorso del Maître, quindi dell’Istituzione, per Lacan, sono decisamente alternativi al discorso dello psicoanalista (cfr. Sem. XVII, Il rovescio della psicoanalisi, “I quattro discorsi”).

Dunque, nessuna chance per l’analista di incidere in quei contesti? Tutt’altro. È quanto emerso in una proficua mattinata di studi tenutasi il 4 maggio, a Mestre, nell’ambito del percorso formativo per psicoterapeuti ICLeS, durante la quale si è dato spazio ad un confronto sul tema del lavoro orientato dalla psicoanalisi all’interno di istituzioni quali, appunto, l’Università e i servizi psichiatrici.

Moreno Blascovich, nel riportare la sua esperienza di docente all’IUSVE di Venezia, ha dimostrato come, attraverso l’istituzione di laboratori per studenti di Psicologia, e nel confronto con gli altri docenti, ci sia stato spazio per lavorare proficuamente, fra l’altro, su temi centrali come il transfert, l’inconscio, la solitudine dell’atto analitico tollerabile grazie all’appartenenza ad una comunità di lavoro… tutto ciò a partire proprio dalla pratica di messa in comune dell’esperienza (e dunque da un transfert di lavoro).

Paola Grifo ha portato un contributo (“Attraversare i confini”) che rimanda anch’esso al tema del transfert di lavoro: il progetto “In transito”, del Centro Diurno psichiatrico ove opera, è stato un micro-movimento di transizione, in direzione “ostinata e contraria”, rispetto all’andamento “macro” dell’istituzione e del discorso medico-scientifico che la guida. Tale progetto, orientato dalla psicoanalisi, ha permesso all’équipe e ai pazienti di realizzare una profonda integrazione con il quartiere, fuori dai muri del Servizio, tramite iniziative congiunte fra il CD e le realtà del territorio che fanno capo al progetto Reti Sociali del comune di Bergamo. Il video “Permeabili”, proiettato alla fine dell’intervento, e realizzato proprio da un paziente, ha raccontato queste piccole/grandi esperienze – soggettive e collettive – di attraversamento di confini…

In entrambi gli interventi si è visto dunque come lo psicoanalista, nel suo interrogare e sostenere da un posto un po’ “extime”, fra il dentro e il fuori, il lavoro dell’Istituzione, può permettere all’Altro istituzionale di provare ad abitare una soglia, soglia anche fra un certo tipo di  ideale di salute e un certo modo di pensare la malattia, e come questo costituisca già di per sé qualcosa di formativo, e/o di terapeutico.

 

Redazione FLaI